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26 ottobre 2026 Welfare

L’economia sociale antidoto alla crisi demografica lucana

Summa (SPI CGIL): «Più pensioni che stipendi, la risposta è negli investimenti sul welfare».

**Dottor Summa: più pensioni che stipendi: la Basilicata segue il trend di una buona parte d’Italia, partendo da un quadro demografico già da tempo compromesso…** «Sicuramente si tratta di una situazione che riflette l’andamento demografico del Paese. La società sta invecchiando e questo è un elemento con il quale fare i conti sul piano delle politiche economiche e sociali. Si determina infatti la necessità di avere una visione differente da parte della politica lucana, nella prospettiva di costruire nuova occupazione guardando all’economia sociale e ai nuovi bisogni, per adeguare gli strumenti di welfare sia al quadro lavorativo che a quello previdenziale. Sarebbe un modo per guardare al futuro e alla sostenibilità del nostro sistema occupazionale». **Il fatto che, mediamente, la popolazione lucana sia la più anziana d’Italia può essere un fattore di disturbo alle politiche di welfare?** «È un aspetto oggettivo della condizione economico-sociale della Basilicata: c’è una popolazione che invecchia e che ha bisogno di risposte. Tuttavia, inviterei a non guardare a questo solo con un’accezione negativa. Al di là dei necessari investimenti sul settore manifatturiero, anche per recuperare i 5 mila posti di lavoro persi nell’automotive, e delle politiche industriali che risultano attualmente deficitarie, se si vuole guardare alla situazione economica e a come sostenerla credo sia indispensabile investire sul welfare. E questo vuol dire cambiare il paradigma delle politiche economiche e creare nuovi posti di lavoro». **Gli investimenti basterebbero a compensare la carenza di giovani?** «Dobbiamo tener presente la direzione intrapresa dai tempi. L’intelligenza artificiale porterà a una riduzione dei posti di lavoro tradizionali e, in questo senso, la cura e l’assistenza fornite dalla sanità risulteranno settori energivori dell’occupazione sociale. La buona occupazione in questo ambito sarebbe un asset, un vettore sul quale investire». **L’obiettivo sarebbe incentivare il ritorno di chi è andato a cercare fortuna altrove?** «Certamente l’investimento in un nuovo welfare sarebbe un incentivo per loro. Ci sono comunque dei modelli ai quali guardare. L’Emilia-Romagna, ad esempio, sta guardando avanti, conferendo valore e sostegno economico alle politiche di welfare e, quindi, all’economia sociale. Anche alla luce di questo, il prossimo 27 novembre faremo un convegno incentrato su questi temi: dal cambiamento demografico in atto e l’invecchiamento della popolazione a una nuova occupazione pensata sull’economia sociale, fornendo una risposta a questi grandi temi». **Il modello Emilia-Romagna sarebbe replicabile in Basilicata?** «Dipende da quali e quante risorse abbiamo a disposizione. Godiamo di potenziali benefici sulle royalties energetiche e sugli introiti portati dalle attività estrattive. Anziché sprecarle in bonus che magari servirebbero solo per un periodo limitato di tempo, si potrebbe tentare di investire in altre direzioni».