
Basilicata, dalle royalty petrolifere alle rinnovabili
Summa (SPI CGIL Basilicata): serve una nuova legge regionale per costruire economia sociale, welfare e sviluppo territoriale, destinando le risorse della transizione energetica alle comunità.
È giunto il tempo di costruire una diversa visione e programmazione delle risorse pubbliche. Basta con la politica dei bandi a pioggia: le risorse attuali e quelle future vanno indirizzate in una strategia di lungo periodo, tenendo conto dei grandi mutamenti economici e industriali, a partire dalla transizione ecologica. Lo afferma il segretario generale dello SPI CGIL Basilicata, Angelo Summa, proponendo l’istituzione di un fondo regionale alimentato dalle compensazioni e dalle future royalty sulle rinnovabili da destinare all’economia sociale, al welfare e allo sviluppo delle comunità. ## Una transizione giusta, con benefici per i territori La transizione energetica deve diventare un’occasione di giustizia sociale e redistribuzione della ricchezza. Le risorse prodotte dal territorio devono tornare alle comunità per costruire la Basilicata del futuro. Secondo Summa, la Basilicata deve aprire una nuova stagione della propria politica energetica: guardare oltre petrolio e gas, accelerare con decisione sulla transizione verso le fonti rinnovabili e mettere la ricchezza prodotta dal territorio al servizio delle comunità, dello sviluppo e del benessere collettivo. Da decenni la regione contribuisce in maniera determinante alla produzione energetica nazionale attraverso l’estrazione di idrocarburi. Un principio già riconosciuto per il petrolio dovrebbe trovare applicazione anche per le energie rinnovabili: chi mette a disposizione le proprie risorse naturali per il fabbisogno energetico del Paese deve poter beneficiare della ricchezza generata. ## La proposta SPI CGIL La Basilicata è oggi interessata da una presenza significativa di impianti eolici e fotovoltaici, destinata a crescere ulteriormente nei prossimi anni. A differenza di petrolio e gas, però, non esiste oggi un sistema generale di royalty sulle rinnovabili che garantisca a Regione e Comuni un ritorno economico obbligatorio, strutturale e proporzionato al valore della produzione. Per questo lo SPI CGIL propone: - una legge regionale organica sulle compensazioni ambientali e territoriali derivanti dalla produzione di energia da fonti rinnovabili; - un confronto con autonomie locali e parti sociali; - una proposta di legge nazionale sulle royalty territoriali delle grandi produzioni energetiche rinnovabili. ## Un fondo per welfare e sviluppo Il punto centrale, sottolinea Summa, non riguarda solo nuove entrate per Regione e Comuni, ma la loro destinazione. Per questo viene proposta la creazione di un Fondo regionale per l’economia sociale, il welfare e lo sviluppo delle comunità. Il Fondo dovrebbe sostenere: - sanità territoriale e assistenza domiciliare; - servizi per anziani e non autosufficienti; - famiglie, infanzia e contrasto alla povertà; - cooperative di comunità, imprese sociali e occupazione giovanile; - contrasto allo spopolamento delle aree interne; - comunità energetiche e riduzione dei costi energetici; - tutela ambientale, formazione e nuove filiere produttive. ## Il cambio di paradigma Per lo SPI CGIL, la Basilicata non può continuare a immaginare il proprio futuro soltanto attraverso la rendita petrolifera, né può limitarsi a ospitare nuovi impianti rinnovabili senza una strategia complessiva di sviluppo. Serve una politica energetica che punti sulle rinnovabili, sull’efficienza energetica, sulla produzione diffusa, sulle comunità energetiche e sulla partecipazione pubblica e sociale ai benefici della transizione. Dalla rendita energetica alla ricchezza sociale: è questo il cambiamento di paradigma di cui la Basilicata ha bisogno.
