SUMMA (SPI CGIL BASILICATA): “CON L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA LA BASILICATA RISCHIA UNA DESERTIFICAZIONE DEI SERVIZI, SOPRATTUTTO SANITARI. CI MOBILITEREMO,UNITI, PER SALVARE LA BASILICATA” — immagine 1
12 settembre 2026 sindacale

SUMMA (SPI CGIL BASILICATA): “CON L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA LA BASILICATA RISCHIA UNA DESERTIFICAZIONE DEI SERVIZI, SOPRATTUTTO SANITARI. CI MOBILITEREMO,UNITI, PER SALVARE LA BASILICATA”

Summa (Spi Cgil Basilicata): “Con l’autonomia differenziata la Basilicata rischia una desertificazione dei servizi, soprattutto sanitari. Ci mobiliteremo,uniti, per salvare la Basilicata” . Di seguito la nota integrale.


“Le preintese sull’autonomia differenziata tra governo e regioni del nord di fatto sottraggono risorse alle regioni del sud oltre che spaccare il Paese in due. Sono pertanto inaccettabili le dichiarazioni dell’assessore alla Infrastrutture della Regione Basilicata, Pasquale Pepe, che pubblicizzano l’autonomia differenziata come addirittura fosse un bene per il Mezzogiorno. È esattamente il contrario:

l’autonomia differenziata ammazzerà il Sud e spaccherà il Paese”. Lo afferma il segretario generale dello Spi Cgil Basilicata, Angelo Summa.

“Il governo Bardi – aggiunge Summa – tradisce così la Basilicata, condannando il sud e i cittadini lucani, mettendo i loro diritti al di sotto degli interessi della coalizione di maggioranza. L’autonomia differenziata non solo ammazzerà il Sud, ma mina le basi la Carta costituzionale andando a ledere il diritto alla salute, già fortemente compromesso nella nostra regione. La Basilicata andando in questa direzione sprofonderà nel baratro. Basti pensare al comparto della sanità lucana che, che sconta un saldo negativo di 80 milioni di euro tra mobilità attiva e passiva. L’autonomia differenziata sarà il colpo di grazia della sanità lucana, soprattutto per pensionati e fasce deboli, che già oggi rinunciano alle cure. Lo sforamento della mobilità passiva è di 130 milioni, 300 milioni in due anni. Questo è il disastro di questa destra, a cui si aggiunge l’attacco all’Unibas con aperture alle università private, così come ha dichiarato l’assessore Latronico ieri a Matera. Anziché occuparsi di sanità che ormai è al collasso totale, fino al punto di mettere i ticket di 2,50 a ricetta per far cassa e far pagare ai lucani la loro incapacità di programmare. E l’autonomia differenziata sarebbe il colpo mortale alla Basilicata.

I lucani ormai non riescono a curarsi e i dati che fanno risultare la Basilicata con una performance buona è data dalla grande anomalia e alterazione nelle richieste degli esami, in quanto la maggior parte delle richieste da parte dei medici sono visite programmabili con tempi di attesa a 120 giorni. Si tratta dell’85 per cento, contro l’8 per cento di regioni come Toscana e Piemonte.

In questo quadro drammatico, la Basilicata rischia una pericolosa desertificazione dei servizi e della sanità pubblica. Ecco perché è ancora più necessaria la mobilitazione unitaria in Basilicata sulla sanità, che come Spi Cgil abbiamo lanciato nei mesi scorsi, in difesa del diritto alla salute di tutti e tutte. Ci mobiliteremo per salvare la Basilicata. Uniti salviamo la Basilicata