Spi Cgil, Fnp Cisl, Uil Pensionati Basilicata: “Si revochi la delibera sul ticket di 2,5 euro a ricetta e si apra subito il confronto. Serve un controllo sull’appropriatezza prescrittiva, non un balzello sui cittadini” — immagine 1
4 settembre 2026 Sindacale

Spi Cgil, Fnp Cisl, Uil Pensionati Basilicata: “Si revochi la delibera sul ticket di 2,5 euro a ricetta e si apra subito il confronto. Serve un controllo sull’appropriatezza prescrittiva, non un balzello sui cittadini”

I sindacati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uil Pensionati Basilicata chiedono la revoca immediata della delibera che introduce il ticket di 2,5 euro a ricetta sulla spesa farmaceutica convenzionata.

Spi Cgil, Fnp Cisl, Uil Pensionati Basilicata: “Si revochi la delibera sul ticket di 2,5 euro a ricetta e si apra subito il confronto. Serve un controllo sull’appropriatezza prescrittiva, non un balzello sui cittadini" I sindacati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uil Pensionati Basilicata chiedono la revoca immediata della delibera che introduce il ticket di 2,5 euro a ricetta sulla spesa farmaceutica convenzionata. Si tratta di un provvedimento inutile e sbagliato, che colpisce i cittadini e la malattia senza affrontare le vere criticità del sistema. Il problema - affermano i segretari generali Angelo Summa (Spi Cgil Basilicata), Giuseppe Amatulli (Fnp Cisl) e Carmine Vaccaro (Uil Pensionati) non è la mancanza di compartecipazione dei pazienti, ma l’appropriatezza prescrittiva. Continuare a scaricare sui cittadini, in particolare sui pensionati e sui più fragili, il costo di inefficienze che si trovano altrove nel sistema è una scelta ingiusta e miope. Il ticket non riduce la spesa reale: si limita a spostarne il peso su chi è già in difficoltà, senza incidere di un solo euro sulle cause strutturali del problema. La spesa farmaceutica convenzionata si riduce attraverso il controllo dei tetti di spesa, l'uso di farmaci equivalenti e meccanismi di compensazione economica. Gli strumenti ci sono: • Promozione dei farmaci equivalenti (sarebbe opportuno non chiamarli più generici): L'utilizzo di medicinali equivalenti riduce il costo unitario a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) a parità di efficacia terapeutica. • Aggiornamento costante del Prontuario Terapeutico Regionale (PTR) che regola l’uso e la rimborsabilità dei farmaci. • Monitoraggio territoriale: L'istituzione di task-force regionali o aziendali per analizzare gli scostamenti di consumo prescrittivo da parte dei medici di medicina generale. Il problema va affrontato alla radice, istituendo una commissione di controllo con il compito di monitorare il ricorso ai farmaci equivalenti da parte dei prescrittori, ASL per ASL e distretto per distretto, promuovendo percorsi di aggiornamento e affiancamento ai medici di medicina generale, superando resistenze spesso culturali più che cliniche; garantendo trasparenza e informazione ai pazienti sull’equivalenza terapeutica tra farmaco equivalente e farmaco di marca. È questa la strada da percorrere, non quella di un balzello che non risolve nulla e aggrava le condizioni di chi è già colpito dalla malattia. Ogni euro recuperato attraverso una maggiore appropriatezza prescrittiva è un euro che non va scaricato sui cittadini con nuovi ticket - proseguono Summa, Amatulli e Vaccaro. Un discorso analogo vale per la spesa farmaceutica diretta, dove il nodo centrale è la capacità di gestione da parte delle aziende sanitarie. Anche in questo caso le iniziative da porre in atto ci sono e sta alla volontà politica dell’assessore attuarle. L’Assessore regionale alla Sanità ha tutta l’autorità per esercitare un forte potere di indirizzo politico e di controllo amministrativo, legando i direttori generali al raggiungimento degli obiettivi economico-sanitari alla sua conferma economica o, nei casi più gravi, alla sua decadenza dall'incarico. In Basilicata la spesa farmaceutica diretta (quella sostenuta dagli ospedali e dalle ASL per farmaci somministrati in reparto o distribuiti tramite i canali della Distribuzione Diretta e Distribuzione per conto) ha sforato di circa 45 milioni di euro, il suo contenimento e la conseguente razionalizzazione può rappresentare una sfida complessa. La governance di questa voce di costo richiede l'adozione di un approccio integrato che agisce su alcuni pilastri operativi fondamentali: 1. Centralizzazione e Sinergie d'Acquisto • Gare regionali e interregionali: come le sinergie operative tra Piemonte e Basilicata che garantiscono l'acquisto di grandi volumi a costi nettamente inferiori. • Accordi di accesso condizionato: condivisione del rischio clinico ed economico con i produttori. In questo modo, il rimborso pubblico scatta esclusivamente al riscontro dell'effettiva efficacia terapeutica nel paziente. 2. Sostituzione ed Efficienza dei Brevetti • Incentivare l'adozione sistematica dei farmaci biosimilari non appena scadono le coperture brevettuali delle molecole biologiche originali. 3. Appropriatezza Prescrittiva • Una sanità guidata dai dati in cui le decisioni cliniche, organizzative e di gestione non si basano sull'intuito o sull'abitudine, ma sull'analisi di dati misurabili e concreti attraverso audit clinici e indicatori di performance. • Istituzione una commissione aziendale di farmacisti ospedalieri e clinici dedicati esclusivamente al monitoraggio continuo dell'aderenza alle linee guida prescrittive. 4. Ottimizzazione della Distribuzione. L'Assessore inoltre emana delibere di indirizzo che costringono il DG a trasferire la responsabilità del controllo della spesa ai vari responsabili e dirigenti: • Obiettivi ai Direttori di Reparto: Il DG riflette i vincoli economici nei budget dei singoli Primari e del Direttore della Farmacia Ospedaliera. • Attivazione dei Nuclei di Controllo: Il DG istituisce tavoli di monitoraggio interno e audit clinici. Quanto fin qui detto dimostra come il governo della spesa farmaceutica se pur complesso, è possibile attraverso gli strumenti dati dalle buone pratiche. I sindacati dei pensionati chiedono quindi alla Regione Basilicata l’istituzione di un gruppo di esperti che abbia la possibilità di verificare costi dei farmaci e appropriatezza prescrittiva e controllo sulla capacità di gestione del farmaco nelle aziende sanitarie e la revoca immediata della delibera che introduce il ticket di 2,5 euro a ricetta sulla farmaceutica convenzionata. A.Summa G. Amatulli C. Vaccaro