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28 agosto 2026 territorio

Summa (Spi Cgil Basilicata): “Dall’1 settembre i lucani dovranno pagare un ticket fisso di 2,50 euro per ogni ricetta”

Summa (Spi Cgil Basilicata): “Dall’1 settembre i lucani dovranno pagare un ticket fisso di 2,50 euro per ogni ricetta. Il governo Bardi, per contenere la spesa farmaceutica e il disavanzo della sanità lucana, scarica le proprie responsabilità gestionali sui cittadini. A pagare saranno ancora una volta le persone più vulnerabili e gli anziani” “Dal 1 settembre i lucani dovranno pagare un ticket fisso di 2,50 euro per ogni ricetta. Il provvedimento è stato approvato ieri dalla giunta regionale. Il governo Bardi, per contenere la spesa farmaceutica e il disavanzo della sanità lucana, scarica così le proprie responsabilità gestionali sui cittadini. A pagare saranno ancora una volta le persone più vulnerabili e gli anziani”. Lo afferma il segretario generale dello Spi Cgil Basilicata, Angelo Summa, che aggiunge: “Dopo aver utilizzato le risorse del bonus gas e del fondo sociale per coprire il disavanzo di oltre 80 milioni di euro, adesso il presidente Vito Bardi e l’assessore Cosimo Latronico scaricano sui cittadini i costi per contenere la spesa farmaceutica. Anziché intervenire sui vari sprechi che da sempre attanagliano la sanità pubblica, a partire della spesa farmaceutica ospedaliera per la quale servirebbero misure di riorganizzazione e di razionalizzazione. Nel 2013, grazie anche alle istanze della Cgil, l’allora governo regionale di centrosinistra abolì il ticket sulla diagnostica, garantendo il diritto alla salute. Questi i fatti, il resto è propaganda. C’è chi abolisce i ticket e chi li introduce. Governare significa trovare soluzioni e intervenire sui processi di riorganizzazione, non limitarsi a coprire buchi e far pagare ai cittadini la mancanza di programmazione. Gli effetti di questa scelta scellerata la pagheranno infatti soprattutto i pensionati e gli anziani che ogni mese hanno bisogno di almeno 10 ricette. Non escludendo nemmeno i farmaci per ipertensione e quelli cardio vascolari, chi ha bisogno di più ricette avrà un’incidenza mensile sulla spesa farmaceutica tra i 20 e i 30 euro in più. Già con il caro vita fanno fatica ad arrivare a fine mese. Con questa misura gli anziani e i pensionati dovranno decidere se mangiare o curarsi”. Summa rilancia dunque l’allarme sulla sanità lucana: “Il diritto alla salute pubblico e universale è sempre meno garantito in Basilicata – afferma – Chi ha la disponibilità economica ha la possibilità di curarsi, chi no rinuncia alle cure. Tra liste di attesa, carenza di personale e sanità territoriale sempre più desertificata, le diseguaglianze sono sempre più evidenti tra chi vive nelle aree interne e chi ha la fortuna di vivere nel capoluogo di regione”.