
SUMMA: “SERVE UNA NUOVA STAGIONE DI MOBILITAZIONE PER DARE UN FUTURO ALLA BASILICATA”
CGIL BASILICATA, LO SPI ALL’ASSEMBLEA GENERALE. SUMMA: “SERVE UNA NUOVA STAGIONE DI MOBILITAZIONE PER DARE UN FUTURO ALLA BASILICATA” Lo SPI CGIL Basilicata partecipa oggi ai lavori dell’Assemblea Generale della CGIL Basilicata, convocata a Potenza in una fase particolarmente complessa per la nostra regione, segnata da una crisi economica, sociale e demografica che richiede un rinnovato protagonismo del sindacato confederale. La Basilicata continua a perdere popolazione, soprattutto giovani, mentre cresce l’età media e aumentano le disuguaglianze tra territori. A questa condizione si sommano le difficoltà del sistema produttivo, le vertenze aperte nell’automotive, nell’indotto industriale ed energetico, le incertezze sul futuro di Stellantis e della filiera, la crisi del comparto petrolifero, la precarietà del lavoro, il progressivo indebolimento dei servizi pubblici e le gravi criticità della sanità regionale, con liste d’attesa sempre più lunghe, carenza di personale e un’assistenza territoriale ancora insufficiente. In questo contesto lo SPI CGIL Basilicata ribadisce la necessità di costruire una grande vertenza regionale che metta al centro il lavoro di qualità, la difesa del welfare pubblico, il diritto alla salute, la tutela delle pensioni e del potere d’acquisto, il contrasto allo spopolamento e un nuovo modello di sviluppo capace di valorizzare le risorse della Basilicata e di creare opportunità per le nuove generazioni. Nel suo intervento all’Assemblea Generale, il segretario generale dello SPI CGIL Basilicata, Angelo Summa, ha sottolineato l’importanza del percorso di aggiornamento del Programma Fondamentale della CGIL, definendolo un passaggio strategico per rafforzare l’identità e la capacità di rappresentanza del sindacato. «Il Programma Fondamentale del 1996 – ha affermato Summa – conserva ancora oggi una straordinaria attualità nei suoi valori di riferimento. Tuttavia, i profondi cambiamenti intervenuti nella società, nel lavoro e nella demografia impongono un aggiornamento capace di leggere le nuove sfide. Dobbiamo discutere del sindacato che vogliamo costruire, del ruolo della rappresentanza, dell’invecchiamento della popolazione, dell’emigrazione dei giovani e delle trasformazioni del lavoro, rafforzando il confronto democratico e la partecipazione nei territori.» Summa ha inoltre evidenziato come la forza del sindacato passi inevitabilmente attraverso l’unità confederale. «Solo un sindacato unito può incidere realmente sulle trasformazioni economiche e sociali. Per questo è fondamentale proseguire il confronto con Cisl e Uil sulla rappresentanza e sul modello contrattuale, rafforzando l’azione comune sui grandi temi del lavoro e dello sviluppo.» Nel suo intervento il segretario dello SPI ha richiamato anche la necessità di una riflessione politica più ampia sul ruolo del sindacato in una fase caratterizzata da una crisi della partecipazione e del pensiero progressista. «L’aggiornamento del Programma Fondamentale e il prossimo Congresso non rappresentano soltanto un momento organizzativo, ma l’occasione per definire una visione di società più giusta, fondata sul lavoro, sui diritti, sulla giustizia sociale e sulla democrazia, in grado di contrastare politiche che rischiano di aumentare le disuguaglianze.» Ampio spazio è stato dedicato alla situazione lucana. «La vertenza Basilicata – ha concluso Summa – deve diventare la priorità dell’iniziativa sindacale. Serve una grande mobilitazione regionale per affrontare le crisi di Stellantis, dell’automotive, del petrolio e dell’intero sistema produttivo, costruendo piattaforme unitarie con Cisl e Uil. Solo così potremo restituire prospettive di sviluppo e occupazione alla nostra regione e colmare il vuoto di visione politica che oggi penalizza la Basilicata.» Lo SPI CGIL Basilicata conferma il proprio impegno a sostenere, insieme a tutta la Confederazione, un percorso di mobilitazione e di proposta che metta al centro la dignità del lavoro, il rilancio della sanità pubblica, la tutela dei pensionati e delle persone più fragili e la costruzione di un nuovo modello di sviluppo capace di garantire coesione sociale e futuro alle comunità lucane.
