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24 giugno 2026 sociale

Summa (Spi Cgil Basilicata): “La Regione conferma le nostre ragioni. Ora servono scelte strutturali e un confronto con le parti sociali"

Anziani non autosufficienti Summa (Spi Cgil Basilicata): “La Regione conferma le nostre ragioni. Ora servono scelte strutturali e un confronto con le parti sociali" “Le dichiarazioni della Regione Basilicata sul progetto dedicato agli anziani non autosufficienti confermano una convinzione che lo Spi Cgil sostiene da anni: la casa deve essere il primo luogo di cura e la domiciliarità deve rappresentare uno dei pilastri delle politiche pubbliche per l’invecchiamento della popolazione”. Lo afferma Angelo Summa, segretario generale dello Spi Cgil Basilicata, commentando i risultati della sperimentazione realizzata nell’ambito del Pnrr in alcuni Ambiti socio-territoriali della regione. “Accogliamo positivamente questa esperienza - prosegue Summa - perché dimostra che è possibile costruire percorsi assistenziali alternativi all’istituzionalizzazione, consentendo alle persone anziane di continuare a vivere nel proprio contesto familiare e sociale. È una scelta che tutela la dignità delle persone e migliora la qualità della vita di chi si trova in condizioni di fragilità e non autosufficienza”. Per il sindacato dei pensionati della Cgil, tuttavia, la sperimentazione non può rappresentare un punto di arrivo. “Adesso - aggiunge - bisogna passare dalla fase sperimentale a una vera politica regionale sulla non autosufficienza. Centoventicinque beneficiari rappresentano un primo passo importante, ma il problema reale riguarda migliaia di anziani e di famiglie lucane che ogni giorno affrontano da sole il peso dell’assistenza. Occorre capire quanti sono oggi gli anziani privi di adeguati servizi domiciliari e costruire risposte strutturali capaci di raggiungere l’intero territorio regionale Servono scelte legislative, programmazione e investimenti permanenti. Bisogna rafforzare l’assistenza domiciliare, l’integrazione socio-sanitaria, il sostegno ai caregiver familiari, la telemedicina e la rete dei servizi territoriali. Solo così la casa potrà diventare davvero il primo luogo di cura e non semplicemente il luogo nel quale vengono trasferite sulle famiglie responsabilità che dovrebbero essere condivise da un sistema pubblico efficiente”. Il segretario generale dello Spi Cgil Basilicata richiama inoltre la proposta avanzata dal sindacato negli ultimi anni sul tema dell’abitare sociale e del co-housing per anziani. “La domiciliarità e il co-housing - afferma - non sono modelli alternativi ma complementari. Da tempo sosteniamo la necessità di promuovere nuove forme dell’abitare che consentano alle persone anziane di mantenere autonomia, relazioni sociali e accesso ai servizi. Il co-housing rappresenta una risposta innovativa contro la solitudine, l’isolamento e la fragilità sociale e può diventare uno strumento importante soprattutto nelle aree interne della Basilicata, dove l’invecchiamento della popolazione e lo spopolamento stanno assumendo dimensioni sempre più preoccupanti”. Lo Spi Cgil Basilicata denuncia infine l’assenza di un confronto strutturato con le organizzazioni sindacali e con le altre parti sociali. “Su una materia così delicata - conclude Summa - non è pensabile procedere senza il coinvolgimento delle rappresentanze sociali. Chiediamo alla Regione Basilicata di aprire un tavolo permanente sulla non autosufficienza e sull’integrazione socio-sanitaria, affinché le esperienze positive maturate in questi anni possano trasformarsi in diritti esigibili per tutti i cittadini. La sfida dell’invecchiamento non riguarda soltanto il sistema sanitario e quello sociale: riguarda il futuro stesso della Basilicata e la qualità della vita delle sue comunità”.