Summa (Spi Cgil Basilicata): “Basta con l’uso dei bonus delle risorse del petrolio e del gas, che negano sviluppo e il futuro ai giovani. Si vincolino in un fondo per la transizione e misure di aiuto alle famiglie, lavoratori e pensionati a basso reddito”
Angelo Summa, segretario generale dello Spi Cgil Basilicata, chiede di vincolare i bonus delle risorse di petrolio e gas a un fondo per la transizione e per misure di aiuto a famiglie, lavoratori e pensionati a basso reddito. Critica l'attuale gestione del "bonus gas" che, a suo dire, nega sviluppo e futuro ai giovani, e propone una rimodulazione basata sull'ISEE per renderlo gratuito fino a 35mila euro.
“Basta con l’uso dei bonus delle risorse del petrolio e del gas, che negano sviluppo e il futuro ai giovani. Si vincolino in un fondo per la transizione e misure di aiuto alle famiglie, lavoratori e pensionati a basso reddito”. Lo afferma il segretario generale dello Spi Cgil Basilicata, Angelo Summa. “La questione petrolio in Basilicata – aggiunge Summa - va affrontata con maggiore attenzione e responsabilità, partendo dalla valutazione e dall’analisi di cosa è accaduto negli ultimi 30 anni. Va totalmente invertito il paradigma in base al quale la risorsa petrolio è stata assunta a strumento di ricatto e di dipendenza dei bisogni sociali e della tenuta dell’economia regionale dalle estrazioni petrolifere, una grande opportunità sprecata delle risorse per il fondo per lo sviluppo e la transizione. Ecco perché come Spi Cgil fin da subito abbiamo criticato la misura del cosiddetto bonus gas, denunciando tra l’altro le incoerenze che poi sono state riscontrate dalla stessa Regione, costringendo i consumatori lucani a restituire i crediti maturati. Alla luce di ciò e del dibattito che si sta sviluppando in questi giorni sulle risorse petrolifere in Basilicata, ribadiamo quindi l’urgenza di rimodulare con atti amministrativi concreti la misura del bonus gas così come suggerimmo già a suo tempo, in base all'Isee, rendendolo completamente gratuito per i redditi fino a 35mila euro, usando le restanti risorse del gas per costituire un fondo per lo sviluppo e la transizione energetica. Avevamo ragione – precisa Summa - a dire che la misura del cosiddetto bonus gas fosse sbagliata così come fu pensata e articolata, oltre che un'occasione persa per lo sviluppo. Come Cgil Basilicata esprimemmo fin da subito le nostre criticità e perplessità sul disegno di legge relativo alle misure di compensazioni ambientali derivanti dalle estrazioni petrolifere, sia per la mancanza di riferimento alle risorse complessive derivanti dalle compensazioni (200 milioni di metri cubi di gas) sia sulla scelta di dare il gas gratis a tutti i lucani indistintamente dal reddito. Un intervento a pioggia di cui oggi, così come pronosticato, paghiamo il conto. La nostra proposta era di destinare le risorse finanziarie derivanti dalla disponibilità di circa 200 milioni di metri cubi di gas all'anno - aggiunge Summa - a interventi strutturati di lungo periodo in grado di generare benessere e occupazione nella nostra regione ed evitare che i nostri giovani continuassero a emigrare. Le risorse a disposizione dovevano essere quindi l'occasione per ridurre i differenziali di sviluppo con il resto del Paese e le sperequazioni sociali interne alla regione, che da anni si stanno ampliando. Non solo. Già all'epoca evidenziammo come i criteri per il calcolo del bonus sulla bolletta, basato sui dati storici di consumo, avrebbero avvantaggiato le fasce più alte che avrebbero ricevuto un beneficio più cospicuo a seguito dei maggiori consumi di energia prodotti dal proprio tenore di agiatezza economica. Distribuire gas gratis in egual misura, senza tener conto della distribuzione di ricchezza e di reddito, è stato socialmente regressivo e ha inciso notevolmente sulle disparità di ricchezza e opportunità dei cittadini che oggi si ritrovano bollette del gas esorbitanti sul ricalcolo del consumo, su cui è necessario fare maggiore chiarezza. La ridistribuzione del bonus sulle bollette del gas avendo a riferimento gli scaglioni di reddito, con criterio progressivo, - conclude Summa - avrebbe aiutato davvero i lucani con i redditi medio bassi: pensionati e famiglie in difficoltà che non riescono ad arrivare a fine mese. La distribuzione a pioggia delle risorse, invece, così come immaginata, è stata solo una trovata elettorale. Il caro energia peserà soprattutto sui redditi medio bassi: sui pensionati, sulle famiglie, sui lavoratori precari e in cassa integrazione. Non possiamo subire il paradosso per cui saranno i lucani e le lucane, residenti nella regione d'Italia più ricca di gas e petrolio, a dover pagare le conseguenze di una crisi planetaria che si unisce a quella regionale già in corso.” Potenza, 10 giugno 2026
Summa (Spi Cgil Basilicata): “Basta con l’uso dei bonus delle risorse del petrolio e del gas, che negano sviluppo e il futuro ai giovani. Si vincolino in un fondo per la transizione e misure di aiuto alle famiglie, lavoratori e pensionati a basso reddito”
Angelo Summa, segretario generale dello Spi Cgil Basilicata, chiede di vincolare i bonus delle risorse di petrolio e gas a un fondo per la transizione e per misure di aiuto a famiglie, lavoratori e pensionati a basso reddito. Critica l'attuale gestione del "bonus gas" che, a suo dire, nega sviluppo e futuro ai giovani, e propone una rimodulazione basata sull'ISEE per renderlo gratuito fino a 35mila euro.
“Basta con l’uso dei bonus delle risorse del petrolio e del gas, che negano sviluppo e il futuro ai giovani. Si vincolino in un fondo per la transizione e misure di aiuto alle famiglie, lavoratori e pensionati a basso reddito”. Lo afferma il segretario generale dello Spi Cgil Basilicata, Angelo Summa. “La questione petrolio in Basilicata – aggiunge Summa - va affrontata con maggiore attenzione e responsabilità, partendo dalla valutazione e dall’analisi di cosa è accaduto negli ultimi 30 anni. Va totalmente invertito il paradigma in base al quale la risorsa petrolio è stata assunta a strumento di ricatto e di dipendenza dei bisogni sociali e della tenuta dell’economia regionale dalle estrazioni petrolifere, una grande opportunità sprecata delle risorse per il fondo per lo sviluppo e la transizione. Ecco perché come Spi Cgil fin da subito abbiamo criticato la misura del cosiddetto bonus gas, denunciando tra l’altro le incoerenze che poi sono state riscontrate dalla stessa Regione, costringendo i consumatori lucani a restituire i crediti maturati. Alla luce di ciò e del dibattito che si sta sviluppando in questi giorni sulle risorse petrolifere in Basilicata, ribadiamo quindi l’urgenza di rimodulare con atti amministrativi concreti la misura del bonus gas così come suggerimmo già a suo tempo, in base all'Isee, rendendolo completamente gratuito per i redditi fino a 35mila euro, usando le restanti risorse del gas per costituire un fondo per lo sviluppo e la transizione energetica. Avevamo ragione – precisa Summa - a dire che la misura del cosiddetto bonus gas fosse sbagliata così come fu pensata e articolata, oltre che un'occasione persa per lo sviluppo. Come Cgil Basilicata esprimemmo fin da subito le nostre criticità e perplessità sul disegno di legge relativo alle misure di compensazioni ambientali derivanti dalle estrazioni petrolifere, sia per la mancanza di riferimento alle risorse complessive derivanti dalle compensazioni (200 milioni di metri cubi di gas) sia sulla scelta di dare il gas gratis a tutti i lucani indistintamente dal reddito. Un intervento a pioggia di cui oggi, così come pronosticato, paghiamo il conto. La nostra proposta era di destinare le risorse finanziarie derivanti dalla disponibilità di circa 200 milioni di metri cubi di gas all'anno - aggiunge Summa - a interventi strutturati di lungo periodo in grado di generare benessere e occupazione nella nostra regione ed evitare che i nostri giovani continuassero a emigrare. Le risorse a disposizione dovevano essere quindi l'occasione per ridurre i differenziali di sviluppo con il resto del Paese e le sperequazioni sociali interne alla regione, che da anni si stanno ampliando. Non solo. Già all'epoca evidenziammo come i criteri per il calcolo del bonus sulla bolletta, basato sui dati storici di consumo, avrebbero avvantaggiato le fasce più alte che avrebbero ricevuto un beneficio più cospicuo a seguito dei maggiori consumi di energia prodotti dal proprio tenore di agiatezza economica. Distribuire gas gratis in egual misura, senza tener conto della distribuzione di ricchezza e di reddito, è stato socialmente regressivo e ha inciso notevolmente sulle disparità di ricchezza e opportunità dei cittadini che oggi si ritrovano bollette del gas esorbitanti sul ricalcolo del consumo, su cui è necessario fare maggiore chiarezza. La ridistribuzione del bonus sulle bollette del gas avendo a riferimento gli scaglioni di reddito, con criterio progressivo, - conclude Summa - avrebbe aiutato davvero i lucani con i redditi medio bassi: pensionati e famiglie in difficoltà che non riescono ad arrivare a fine mese. La distribuzione a pioggia delle risorse, invece, così come immaginata, è stata solo una trovata elettorale. Il caro energia peserà soprattutto sui redditi medio bassi: sui pensionati, sulle famiglie, sui lavoratori precari e in cassa integrazione. Non possiamo subire il paradosso per cui saranno i lucani e le lucane, residenti nella regione d'Italia più ricca di gas e petrolio, a dover pagare le conseguenze di una crisi planetaria che si unisce a quella regionale già in corso.” Potenza, 10 giugno 2026