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22 maggio 2026 Welfare

Summa (Spi Cgil Basilicata): “Istat certifica fallimento delle politiche di welfare in Basilicata.”

Il rapporto Istat certifica ciò che come Spi Cgil abbiamo sempre sostenuto: in Basilicata il diritto alla cura non è pienamente garantito e a risentirne sono i cittadini più fragili, gli anziani e i non autosufficienti.

“Il rapporto Istat certifica ciò che come Spi Cgil abbiamo sempre sostenuto: in Basilicata il diritto alla cura non è pienamente garantito e a risentirne sono i cittadini più fragili, gli anziani e i non autosufficienti. Gli investimenti nel welfare sono al lumicino, ponendo la Basilicata agli ultimi posti per le risorse investite. Serve una grande mobilitazione per la sanità e la non autosufficienza in Basilicata, la Regione e l’assessore alla Sanità si aprano al confronto con le parti sociali“. È quanto afferma il segretario generale dello Spi Cgil Basilicata, Angelo Summa in una nota che così prosegue: “In una regione sempre più anziana, come certifica ancora una volta l’Istat è urgente investire in welfare e sanità. In Italia ci sono 4 milioni di persone non autosufficienti, 30 mila in Basilicata. I potenziali beneficiari sono a meno dell’1% e i finanziamenti sono insufficienti. Bisogna dire basta a tagli e promesse vuote. C’è bisogno di un vero Piano di assistenza specifico per la non autosufficienza e di fondi strutturali, ampliando la platea dei beneficiari, prevedere risorse aggiuntive e non tagliare i fondi esistenti, garantire l’integrazione con le prestazioni regionali e locali. Alla Regione Basilicata da anni chiediamo di dotarsi di un piano regionale per la non autosufficienza a integrazione di quello nazionale. Senza investimenti la situazione non potrà altro che peggiorare. Bisogna rafforzare l’assistenza domiciliare e avviare una riforma della sanità in Basilicata, ridando centralità alle strutture ospedaliere e riducendo le liste di attesa che, nonostante i proclami dell’assessore al ramo, continuano ad essere interminabili”. In questo contesto per Summa “la politica del riarmo adottata dal governo Meloni peggiorerà ulteriormente la situazione, traducendosi in meno cure per gli anziani soprattutto nel Mezzogiorno e in Basilicata, dove i livelli di assistenza non vengono rispettati. La riforma della non autosufficienza definita nella legge 33 del 2023, che migliorava per davvero la condizione delle persone anziane e non autosufficienti in Italia, non solo è stata demolita a colpi di misure, sperimentazioni e provvedimenti discutibili che ne hanno svuotato il senso, ma non potrà di fatto mai trovare applicazione in mancanza di risorse. Il rischio più grave è che l’intervento ridimensioni i LEPS sulla non autosufficienza, anche perché standard, obiettivi specifici, fabbisogni e finanziamenti dei LEPS sono ancora una volta rinviati a successivi provvedimenti, per entrare progressivamente in vigore dal 2027. Considerando che anche le amministrazioni regionali e locali concorrono ad assicurare agli Ambiti territoriali sociali le risorse per raggiungere i livelli di spesa di riferimento, ma sempre nell’ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente, è evidente che le risorse per l’attuazione dei LEP sociali restano insufficienti. Tutto ciò – conclude – mentre è previsto un incremento delle spese per le armi. Per questo continueremo a mobilitarci, portando avanti sul territorio la campagna per la non autosufficienza cominciata alla fine dello scorso anno”.